L'AQUILA
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ENCICLOPEDIA DELLE NOSTRE RADICI

La storia di un Popolo in 365 foto

I Segreti di Santa Maria di Collemaggio
-tratto dai libri di Maria Grazia Lopardi-
GUIDA TURISTICA info: 347 4885315 donatoxxx@yahoo.it
fig. 2 rosone centrale
fig. 1 S.Maria di Collemaggio 1275 L'Aquila - Abruzzo-
I Segreti del Simbolismo

L'Ordine del Tempio adottò nelle proprie costruzioni militari e religiose, una serie di figure simboliche, ogn' una delle quali aveva un preciso significato religioso ed esoterico, alcune delle più eclatanti scoperte degli ultimi anni sul simbolismo architettonico sacro sono da riferirsi alla ricercatrice Maria Grazia Lopardi che con attento studio e certosino lavoro d'archivio (andando contro una visione storico-religiosa comune) è riuscita a svelare il segreto della Basilica di Collemaggio: la Basilica che prima era solo estetica ora è anche contenuto.Tratto dai suoi libri sulle scoperte nella basilica dello Spirito:
...... svelando i segreti della scienza sacra custoditi nei secoli ..... nel rettangolo della facciata in alto si aprono tre splendidi rosoni (fig.1) di cui uno romanico e due gotici: il rosone centrale (fig.2) ha dodici raggi che poi divengono 24, quello di sinistra 12 raggi e quello di destra 14. Se il centro rappresenta il sole e con esso il Cristo, il dodici suggerisce i 12 apostoli, ovvero i 12 segni dello zodiaco che influenzano l’universo che conosciamo: l’insegnamento iniziatico parla anche di 12 punti magnetici, dodici forze di un altro zodiaco non visibile quello a cui il testo gnostico della Pistis Sophia allude quando fa dire al Cristo: Rallegratevi e siate contenti poiché, quanto mi preparai per il mondo, portai con me, come vi avevo detto fin dall’inizio, dodici forze. Io avevo ricevuto queste forze dai dodici liberatori della Tesoreria della Luce, secondo il comandamento del primo Mistero. Infine il 14 allude ai sette aspetti della creazione, le sette note, i sette colori dell’arcobaleno, la costituzione settenaria dell’uomo etc. che uscendo dal sole centrale, dall’Uno, si duplicano nei due aspetti maschile e femminile che caratterizzano la manifestazione. Dunque dai tre rosoni penetrano nella costruzione le forze del divino che la rendono viva e pulsante in armonia con le sue leggi, attraverso di essi, il sole entra compiendo le sue danze regolari nel corso dell’anno per poi esprimere il suo antico ruolo di simbolo del divino allorché al solstizio d’estate ed il 15 agosto (giorno dell’Assunta a cui la chiesa è dedicata), si esibisce in straordinari giochi di luce il raggio di luce (fig.3) che filtra dal rosone centrale colpisce il punto preciso simbolicamente rappresentato sull pavimento.

Logo del Papa Celestino V
Bolla della Perdonanza
fig. 3 raggio di luce

Se si osserva il portale centrale (fig.4) delle trabeazioni segnalano il ruolo di mediazione della chiesa, tra terra e cielo, costruzioni in cui le energie del cielo e della terra si incontrano e dove si manifesta il quinto elemento, l’etere fuoco. La bellezza del portale maggiore ed il suo ruolo di centro inducono a collegarlo all’astrale purificato, al cuore attraverso cui si manifesta la luce divina, mentre il portale di sinistra sembra legato all’eterico, la dimensione energetica della natura in una condizione di purezza paradisiaca, dato che lo ornano elementi della natura, foglie, piccoli frutti, una rana, un pesce, nonché due gnomi, creature eteriche della terra. A conferma, nelle sculture che ornano la parte alta del portale appare il Paradiso terrestre, ovvero una dimensione pura della materia non ancora densa, con Adamo, Eva, il serpente ed una sirena bicaudata che esprime il principio del dualismo cosmico che si manifesta nella creazione. Inoltre i capitelli sono ornati agli angoli da teste umane recanti delle foglie come se fossero cappelli: si tratta di esempi di “uomo verde” tipici della tradizione celtica, esprimenti il potere rigeneratore della natura.

Incisione del 1700 su Papa Celestino V
Stemma Celestiniano
fig. 4 Portone centrale

Entriamo ora in S. Maria di Collemaggio con la consapevolezza che si sta varcando una soglia dimensionale oltre il telo che accolse il corpo di Gesù. Secondo gli antichi insegnamenti misterici si entra nel lenzuolo funerario per morire, rinascere e essere trasformati. L’iniziale meraviglia che suscita la chiesa con la sua bellezza è nulla rispetto alle sensazioni che un luogo per eccellenza magico produce in chi lo visita “aperto”, disposto ad ascoltare cosa emerge in sé entrando in un…crogiolo alchemico. La basilica che custodisce i resti mortali di Celestino V, da lui realizzata, teatro della sua incoronazione, racchiude uno spazio vibrante dove le emozioni negative si placano e l’anima si dispone all’ascolto, senza giudizio, liberata dalle leggi e dalle colpe. Un pavimento costituito dall’alternanza di losanghe rosse (fig.5) indica un simbolo inequivocabile nella geometria sacra: la vesica piscis (fig.6) legata al femminile ed all’elemento acqua e poi per derivazione al pesce, al Cristo che attraversa le acque del divenire senza esserne travolto.
La vesica piscis, è un simbolo femminile somigliante alla vulva (vesica in latino vuol dire anche vagina), ma suggerisce anche l’idea di un pesce legato all’elemento acqua, femminile per eccellenza. E’ noto che nella simbologia cristiana il pesce sia Gesù (dal greco ictus le cui iniziali stanno per Gesù Cristo figlio di Dio salvatore), colui che cammina sulle acque e che è stato generato dal Principio femminino, da Maria Vergine, la materia che ha in sé il principio di trasmutazione per manifestare l’Uomo Nuovo, “Quello che deve venire”. La distesa di losanghe esprime dunque l’idea che si attraversi l’acqua dominando le passioni, ma anche che si proceda su un cammino di purificazione, immersi nell’acqua viva che secondo Ezechiele e Zaccaria per inondare tutti della grazia dello Spirito Santo: “..uscirà da Gerusalemme …poi mi mostrò un fiume di acqua viva che sgorgava dal trono di Dio e dell’Agnello” (XXII,1 Apocalisse). La losanga, come il quadrato simboleggia, altresì, la materia con gli elementi che la compongono (terra, aria acqua, fuoco) ed a loro volta i quattro grandi rettangoli (partendo dai pilastri, numero che simboleggia l’intermediazione mariana tra terra e cielo).

fig. 6 Vesica Piscis
fig. 5 Losanghe rosse e bianche
fig. 7 Pavimentazione della Basilica

Con il Cristo della tradizione evangelica camminiamo sull’acqua, dominiamo le passioni per raggiungere, in corrispondenza con la Porta Santa che viene aperta in occasione della Perdonanza celestiniana, un tratto di pavimento, dove si ripete la croce della facciata (fig.7): si entra effettivamente nel telo sindonico lì dove la materia umana viene sottoposta alla sollecitazione delle forze che la mettono in movimento inducendola alla trasformazione. Ciò è reso possibile dalla presenza di un simbolo che è l’omphalos (fig.8) della costruzione, una croce che ha smussato i propri spigoli arrotondandoli, la pietra filosofale degli alchimisti che porta tutte le croci.
Se l’intero pavimento dunque indica il lungo cammino attraverso la materia per pervenire infine alla trasformazione e dunque alla dimensione spirituale, particolarmente interessante diviene il discorso se ci soffermiamo sul rettangolo delle croci, in corrispondenza della Porta santa. Infatti attraverso questo varco, allorché viene aperto dal vespro del 28 al vespro del 29 agosto ogni anno in occasione della Perdonanza, chi è pronto a varcare la soglia tra dimensioni entra direttamente nel rettangolo con le croci e la croce-fiore (fig.9) per realizzare la morte iniziatica nel telo funerario che l’ha accolto, come nelle antiche iniziazioni in cui il candidato veniva posto in un sepolcro o in una bara, e/o avvolto nel telo funebre dove avveniva la sua trasformazione radicale. Allora la Porta Santa si trova a simboleggiare la porta stretta, il cammino accelerato -rispetto a quello evolutivo- di chi ha accettato di compiere un lavoro interiore, quello espresso da Celestino con la formula ”vere penitentes et confessi”.
Probabilmente dunque la porta all’epoca di Celestino, consacrata nel 1288, era limitata alla metà della porta trecentesca, quando in occasione della Perdonanza celestiniana si apre la porta in direzione nord-nord est, dalle tenebre si procede verso la Luce, affrontando le tenebre interiori e permettendo alle energie della trasformazione di trasmutare la materia umana le cui scorie (la cui densità) cadono nel fondo dell’alambicco.

fig. 8 Omphalos: pietra filosofale
fig. 10 Quatre de Chiffre
fig. 9 Croci-fiore

A Conferma del processo del messaggio della spiritualizzazione della materia attraverso un processo di morte (iniziatica) e rinascita completamente trasformati, verso la linea delle colonne di destra, su di un tombino appare un simbolo che René Guènon chiama Quatre de Chiffre (fig.10), dedicandogli un capitolo nel libro Simboli della Scienza sacra: è il marchio della maestria, la fase del processo alchemico della morte e della rinascita, in cui appare una croce che sotto l’effetto del triangolo, la Trinità, lo Spirito che agisce nella materia, si duplica passando dal quattro all’otto per terminare poi in un cerchio, lo Spirito.
Il procedere verso il cuore della chiesa ci porta al mausoleo del Papa-eremita (fig.11) realizzato da Girolamo da Vicenza nel 1517, ricco di simboli rinascimentali, quali fauni, draghi, figure doppie che tendono a ricomporsi lungo un asse in cui gli opposti si riconciliano. Il re Salomone e la regina di Saba custodiscono l’arca in cui sono custodite le spoglie del papa dell’età dello Spirito. Sotto una maschera di cera un cranio con un foro sulla fronte (fig.12) pone alla storia l’interrogativo sulla morte del prigioniero di Bonifacio (questa del chiodo sul cranio era una tipica usanza utilizzata dai Templari...). Fermatevi a sentire se un’emozione emerge come un ricordo, un riconoscimento. Potreste essere tra i chiamati da Celestino. Nel lasciare la basilica probabilmente un po’ trasformati, non mancate di recarvi alla piccola porta della parete sud, dove sull’architrave appare un inquietante agnello capovolto: è una pietra seme, di quelle prese da preesistenti costruzioni e piantate nella nuova perché germogli e dia frutto, riconoscibili perché messe capovolte!

Scheletro di Celestino V
fig. 12 Teschio di Celestino V
fig. 11 Papa G.P. II avanti al mausoleo di Celestino V

Nel mio libro (fig.13) ho suggerito un'ipotesi "ardita", che dietro il sogno della Vergine che chiedeva a frate Pietro la costruzione nella città dell' Aquila di una basilica a Lei dedicata, si celi un'indicazione fornita all'eremita dai maggiori sostenitori del culto di "Nostra Signora", i Templari appunto, ai quali si deve la diffusione di veneratissime statue di Vergini Nere disseminate in Europa e in particolare in Francia, si.. ma per quale fine costruire una così grande basilica? La costruzione fu progettata e realizzata in un tempo estremamente breve in considerazione della sua grandezza, le date note della vicenda sono quelle della bolla di autorizzazione all'edificazione del 1287 e dell'atto di acquisto 5 giorni dopo, se si ipotizza una presenza Templare ed un interesse dell'Ordine nella costruzione di S. Maria di Collemaggio, si spiegherebbe la velocità nel reperimento dei soldi, ma perché fu voluto così meravigliosamente grande? Se Pietro del Morrone mirava a costruire una chiesa del suo Ordine nei pressi di una città come L'Aquila ancora in costruzione con già tantissime chiese, frate Pietro aveva in mente qualcosa che giustificasse uno spazio così ampio da contenere tanti fedeli? Forse era destinata a custodire qualcosa di particolarmente importante per tutta la cristianità, forse il tesoro del Tempio o delle reliquie eccezionali? E perché in una città come L'Aquila costruita sulla pianta di Gerusalemme? ...
Tratto da "I Templari ed il "Colle Magico di Celestino" e da "Notre Dame di Collemaggio"(fig.13) dell avv. Maria Grazia Lopardi.

Il Papa che si dimise dal soglio supremo

Pietro Angelerio nasce in Molise (Isernia o Sant'Angelo Limosano) intorno al 1210, undicesimo di dodici figli in una famiglia di poveri e semplici agricoltori, manifesta subito la sua vocazione alla vita religiosa, sognava i luoghi di quella famigerata Maiella dagli orridi pendii e dalle paurose grotte abitate, come si diceva, da diavoli, streghe e spiriti maligni di ogni genere. Qui inizia la vita eremitica vera e propria, la gente nota la straordinarietà di quella presenza e inizia a cercare frate Pietro, tutti vogliono conoscerlo, tutti vogliono parlargli, l'ammirazione e crescente, tanti vorrebbero confessarsi da lui, valica il monte Morrone e si addentra nei luoghi più impervi della Maiella, si stabilisce in una grotta a cui da il nome di Santo Spirito, anche altri eremiti avevano tentato di abitare questi luoghi tra l'ottavo e il nono secolo, ma avevano desistito scoraggiati dall'asprezza eccessiva del suolo e dal clima.
Qui Pietro stabilisce il punto di forza della sua ascesi mistica e della Congregazione dei suoi seguaci... si, perché nel frattempo frate Pietro si è visto seguito da alcune centinaia di uomini desiderosi di vivere la sua esperienza e di averlo come maestro spirituale. Nel 1274 venuto a conoscenza della volontà di Papa Gregorio X di sopprimere tutti gli ordini religiosi nati dopo il concilio Lateranense incluso il suo (la congregazione dei Fratelli dello Spirito Santo), insieme ad alcuni seguaci decide di intraprendere un avventuroso viaggio a Lione per perorare la causa della sua Congregazione. Non erano solo i poveri a conoscerlo, ma anche principi e regnanti con i quali poteva tessere rapporti diplomatici e perorare le cause dei deboli, di ritorno al Morrone passò per le città di Firenze, l'Emilia Romagna, l'Umbria e la Sabina, l'ultima tappa fu L'Aquila, scelse un luogo silenzioso e solitario nei pressi della città per sostare alcuni giorni e ai piedi di un piccolo altare dedicato alla Vergine decise di addormentarsi, lì quella notte gli apparve in sogno l'immagine folgorante della Vergine che gli chiese di costruire una chiesa dedicata a Lei, il luogo si chiamava Colle Madio e fu così che frate Pietro ordinò la costruzione della basilica di Collemaggio (1275).
Il 4 aprile 1292 muore Papa Nicolò IV, fu convocato il conclave per l'elezione di un successore nel palazzo dell'Esquilino presso la basilica di S. Maria Maggiore, già dalla prima votazione si manifestò un'ostinata discordia, le ragioni nascevano da motivi politici, parte dei conclavisti volevano un Papa politicamente vicino a Carlo lo zoppo re di Napoli, questa fazione era capeggiata dal cardinale Matteo Rosso Orsini, dall'altro lato c'era il cardinale Jacopo Colonna e al disopra delle fazioni c'era il cardinale Benedetto Caetani (futuro Bonifacio VIII) e per due anni i cardinali riuniti in conclave a Perugia non riuscirono ad eleggere il suo successore, fino a quando si giunse alla conclusione unanime di far salire alla soglia pontificia frate Pietro dal Morrone, della notizia furono particolarmente contenti gli Angioini, la bella novella si estese in breve tempo e sembrava realizzarsi la profezia di Gioacchino da Fiore: un Pastor Angelicus per l'era dello Spirito Santo.
Il 29 agosto 1294, venne incoronato Papa nella basilica di S. Maria di Collemaggio dedicata all'Assunta col nome di Celestino V e dopo soli 107 giorni di pontificato si dimise dal soglio supremo, ci fu grande sconcerto in campo giuridico e teologico, nel solenne Concistoro si accesero dispute su Celestino e sul suo pontificato, sul significato e valore di quella rinuncia che ad alcuni appariva follia ad altri massima fedeltà agli insegnamenti di Cristo e forte umiltà.
Fu eletto Papa Bonifacio VIII, il popolo aizzato anche dagli spirituali continuava a riconoscere Celestino come Papa legittimo, (si paventava uno scisma) Bonifacio VIII in apprensione per le sorti della chiesa e per la legittimità della sua elezione che era già stata messa in discussione decise di segregare Celestino e togliergli ogni possibilità di comunicare con l'esterno. Fu rinchiuso nel castello di Fumone, qui rese grazie a Dio e disse: "Ho desiderato una cella e una cella ho avuto, così come e piaciuto alla Tua pietà, Signore Dio mio, omnis spiritus laudent Dominum" morì la sera del 19 maggio 1296.

fig. 13 Libri di Maria Grazia Lopardi da cui tratto "Misteri"
ilternario@hotmail.com
Itinerari Turistici dell'Aquila e Abruzzo
Testo della scrittrice Maria Grazia Lopardi

L’Aquila, città territorio, nata da un esigenza di libertà dei sudditi dei castelli del contado e su progetto del grande Federico e poi risorta dalle ceneri dopo la distruzione di Manfredi, venne realizzata secondo la pianta della più sacra delle città: Gerusalemme. Lo riferisce lo storico Crispomonti che precisa che la somiglianza era tale che le due piante risultavano sovrapponibili. Secondo Gioacchino da Fiore nel 1260 avrebbe avuto inizio la terza età, quella conclusiva della storia, quella a cui si riferisce l’apocalisse di Giovanni con il suo avvento della Gerusalemme celeste e che vide la sua realizzazione con l'avvento di Celestino V al soglio pontificio nella città dell'Aquila nel 1294.
fig. 1 - Fontana delle 99 cannelle -1272-
fig. 1 - Fontana delle 99 cannelle -1272-
In una città tutta sacra e magica iniziamo il percorso dal monumento simbolo dell’unione dei castelli fondatori: la fontana delle 99 cannelle (fig.1), dove la presenza di innumerevoli sorgenti sin dall’antichità popolate di ondine e fate, riconduce ad una sacralità innata dei luoghi, mascheroni diversi con volti ora beffardi, ora ironici, ora grotteschi, versano l’acqua nelle vasche dove le popolane lavavano i loro panni ed i cavalieri abbeveravano i loro cavalli. Di fronte è la chiesetta di S. Vito (fig.2) che guarda la fontana canalizzandone le vibranti energie.
fig. 2 San Vito
Salendo da via Borgo Rivera, si incontra sulla destra la chiesa di S. Chiara(fig.3) nata come S. Maria d’ Acquili consacrata nel 1195 dal vescovo di Forcona sul sito di un villaggio che preesisteva alla città medievale. La statua della Vergine (fig.4) su un alta colonna esalta la suggestione del luogo che richiede uno sforzo, quello della salita che simboleggia la conquista di una meta interiore.
fig. 3 Santa Chiara -1195-
fig. 4 Santa Chiara, Madonnina

Salite le scalette al lato della chiesa, attraversando via XX settembre, si penetra in un angolo di medioevo scendendo la stradina che conduce alla Porta Roiana (fig.5) si arriva a S. Maria del Borgo che cambiò il suo nome dopo la vittoria degli aquilani su Braccio da Montone, in S. Maria delle Buone Novelle, vale a dire della notizia della vittoria portata alla città ormai stremata dall’assedio, attraverso la Porta roiana e la via che da allora si chiama delle Bone Novelle. Ora la chiesa è dedicata a S. Apollonia (fig.6), ma la presenza del sacro femminino è ancora percepibile al di là del cambiamento della denominazione.

fig. 5 Porta Roiana XIV
fig. 6 Santa Apollonia XIV

Salendo da via Sassa sulla destra si imbocca la salita di S. Antonio Pinto che sfocia a piazza S. Maria di Roio (fig.7) dove l’omonima chiesa, già documentata nell’ultimo decennio del XIII sec.,ma ricostruita dopo il disastroso terremoto del 1703, mostra nella lunetta un bassorilievo rappresentante La Vergine con il Bambino tra Pietro Apostolo e Pietro Celestino. La raggiera del rosone è testimonianza dell’arte dell’architettura sacra delle origini della città.

fig. 7 S. Maria di Roio, lunetta -1390-
fig. 7 S. Maria di Roio -1390-
Al centro della città dell' Aquila, sorge il Duomo (fig.8) la cui costruzione era iniziata nel 1257 quando la diocesi venne trasferita da Forcona a L’Aquila, dedicato a S. Massimo di Aveia ed a S. Giorgio: sebbene ricostruito dopo il terribile terremoto del 1703 a cui resistette solo la parte che da su via Roio, la sacralità del luogo energetico è in esso avvertibile.
fig. 8 Duomo S. Massimo -1703-
Imboccata via Cimino nella parte alta della piazza, e poi a destra via S. Giusta, si perviene alla chiesa realizzata dagli aquilani di Bazzano, dove la più antica S. Giusta custodisce la cripta del martirio della santa Sipontina. Già costruita intorno al 1254, S. Giusta (fig.9) - chiesa capo quartiere S. Giorgio- nell’omonima piazza presenta la trecentesca facciata con il magnifico rosone gotico.

fig.9 S.Giusta -1254-
Un passaggio alla vicina S. Flaviano dalla base duecentesca e attraverso il quartiere degli Ebrei aquilani ci si dirige verso S. Bernardino (fig.10) la grandiosa basilica dove è custodito il santo senese morto all’Aquila il 20 maggio 1444 (la costruzione ebbe inizio dieci anni dopo). Particolari dell’ ultimo viaggio del Santo il cui ideogramma IHS (fig.11) si ritrova su i portali delle antiche case aquilane, riferiscono un dato che convalida l’individuazione dell’Aquila quale Gerusalemme d’Occidente: gravemente ammalato e non più in grado di continuare il viaggio, giunto a Sella di Corno, ebbe la visione di Celestino che gli affidava la città: mentre continuava a ripetere ..eamus Aquilam…ad Aquilam missus sum… gli viene chiesto se si poteva liberare il ciuco dato che non poteva più essergli utile. Rispose di no perché sul suo asino doveva entrare nella città…come Celestino e prima ancora Gesù a Gerusalemme!
fig. 11 ideogramma
fig. 10 S. Bernardino -1525-
Dal parco del Castello (fig.12) alle spalle di S. Bernardino si procede per via Garibaldi ed attraverso un arco, sulla sinistra si perviene a S. Maria Paganica, la chiesa capo Quarto S. Maria, edificata tra la seconda metà del 1200 ed i primi del 1300. Della costruzione medievale resta la facciata, i portali e la base del massiccio campanile: la dedicazione alla Vergine ne attesta la carica energetica del luogo che riconduce alla Dea Madre delle più remote tradizioni ed al suo spirito vitale che fuorisce da faglie o grotte per essere “fissato” nei luoghi sacri di tutte le tradizioni.
fig.12 Castello XVI
Tornando a via Garibaldi sulla destra si apre piazza S. Silvestro (fig.13) dove sorge la chiesa omonima costruita dagli aquilani di Collebrincioni agli inizi del 1300 stupenda nella facciata e negli affreschi del ‘300-‘400 conservati all’interno, qui Raffaello realizzò nel 1520 per Marno Branconio: la Visitazione , poi trafugata dagli Spagnoli e custodita nel Museo del Prado a Madrid. Una vicina casa all’inizio di via Coppito conserva una imponente traccia del passaggio di Raffaello nel salotto affrescato.
fig. 13 S. Silvestro -1325-
fig. 14 S. Pietro a Coppito
fig. 14 S. Pietro a Coppito lunetta
fig. 14 S. Pitro a Coppito, leone
Attraverso via delle streghe, così detta perché non presenta porte, si raggiunge S. Pietro a Coppito (fig.14), chiesa capo quarto S. Pietro, realizzata dagli aquilani di Coppito: nel suo affascinante interno, sotto un'altro affresco è emersa l’immagine di Celestino, probabilmente la più veritiera.

Attraverso via S. Domenico (fig.15) si perviene alla chiesa omonima che fu in origine cappella del palazzo reale degli Angioini. Così riferisce il beato Berardino da Fossa nella sua Cronaca: “In questo anno 1309 venne re Carlo II da Provenza et aveva ritrovato il corpo di S. M. Madalena, et portò dette reliquie nall’Aquila e le lasciò in S. Domenico, et fece edificare detta chiesa, che prima si chiamava S. Maria Maddalena…” ( cfr. M. G: Lopardi: I templari ed il Colle Magico di Celestino, pag. 115) Infatti Carlo II D’Angiò in adempimento ad un voto donò l’intera area ai Dominicani. Sul portale laterale, per ben due volte, si rinviene il simbolo del fiore della vita, scaturito dal movimento dello Spirito nei sei giorni della creazione.

fig. 15 S. Domenico -1300-
Nei pressi di Porta Bazzano, sorge isolata S. Maria di Collemaggio (fig.16) il Tempio iniziatico voluto da Celestino, teatro della sua incoronazione: Il simbolismo particolarissimo riconducente all’alchimia, i giochi solari, la geometria sacra insieme ad altri elementi sostengono la tesi che accanto all’eremita del Morrone vi fossero i Templari a realizzare in pochi anni il progetto: una chiesa dedicata a Maria Assunta, come richiesto dalla stessa Vergine apparsa in sogno al futuro Papa Celestino V. Pietro del Morrone era sulla via del ritorno da Lione dove venne ospitato dai cavalieri del Tempio nella magione che poi divenne suo convento; nella stessa Collemaggio nel 1310 si svolse la fase aquilana del processo all’Ordine, dato questo ben rilevante a convalidare l’intervento dei Cavalieri e delle loro conoscenze esoteriche nell’edificazione di S. Maria di Collemaggio.
fig. 16 S. Maria di Collemaggio -1290-
Prima tappa a Fossa dall’armoniosa pianta medievale per una visita a S. Maria ad Cryptas (fig.17): il richiamo alle grotte ne segnala la sacralità quale luogo vibrante ed una antica cripta adempie al compito di centro iniziatico: una serie di affreschi medievali di notevole bellezza ornano le pareti ed una deposizione suggerisce l’ipotesi che l’autore abbia avuto modo di vedere la Sindone in cui i pollici delle mani di Gesù sono piegati per l’effetto dell’azione dei chiodi sui nervi del polso proprio come nell’affresco. Il cavaliere crociato Morelli e la presenza dei santi cavalieri Giorgio e Martino convalidato l’ipotesi di una presenza cavalleresca se non proprio Templare.
fig. 17 S. Maria ad Criptas
Prendendo la strada che sale verso il castello d’Ocre, si incontra l’indicazione di un mitreo in una grotta che si apre sulla parete scoscesa a testimonianza della valenza del luogo sacro nei secoli e sotto diverse religioni: più avanti la segnalazione dei Conventi duecenteschi di S. Spirito (fig.18) e di S. Angelo, il primo legato ai Cistercensi, con un gioco solare reso possibile dalla bifora sull’ingresso, da un arco -ora abbassato- e da una piccola finestra all’altezza del pavimento che apre al sole la via nella chiesa sottostante. S. Angelo, dedicato all’Arcangelo Michele, a picco sulla parete rocciosa, viene detto dalla gente anche S. Anna, perché nei pressi vi sorgeva un tempio a Diana che aiutò la madre a partorire il gemello Apollo per cui divenne protettrice delle partorienti, ruolo assunto nel Cristianesimo dalla madre di Maria.
fig. 18 Santo Spirito
fig. 18 Grotte di Stiffe
Grotte di Stiffe

La grotta, il cui itinerario turistico è di 550m. è interamente percorsa da un fiume sotterraneo le cui acque provengono dai numerosi inghiottitoi dell'altipiano carsico di Rocca di Mezzo, all'interno risalendo il fiume, si possono ammirare vari laghetti, rapide e cascate alte fino a 20m. la cui portata varia a seconda delle stagioni, rendendo il paesaggio sotterraneo sempre diverso. Oltre a stalattiti e stalagmiti di notevoli dimensioni, si incontrano ambienti grandiosi e dai suggestivi effetti sonori.

fig. 18 Grotte di Stiffe
fig. 18 Parco del Sirente Velino - foto di Laura Quieti-
fig. 18 Castello di Celano
Parco Regionale Sirente Velino

E un territorio ricco di storia, archittetura, archeologia e pregevoli ambienti naturali, unici e suggestivi scenari appenninici con presenze faunistiche e floristiche uniche. Il massiccio del Velino con le cime gemelle 2.486 m. e il massiccio del Sirente 2.348 m. pascoli di quota e faggete imponenti, come quella del Sirente che si estende per oltre 12 km. lo rendono uno degli ambienti più interessanti dell'Appennino centrele, non a caso vi nidificano ben 4 coppie di aquile, una delle più alte concentrazioni d'Italia.

fig. 18 Grotte di Stiffe
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13:43
14:52
15:30
17:52
18:55
20:03
21:47
09:31
13:53
17:30
20:43
10:28
14:48
18:28
21:47
SULMONA - L'AQUILA Feriale
SULMONA - L'AQUILA Festivo
Partenza SU.
Arrivo AQ.
Partenza SU.
Arrivo AQ.
06:28
06:55
07:47
09:01
10:44
13:05
14:10
15:32
17:29
19:03
20:45
07:29
07:53
08:45
10:04
11:40
14:06
15:13
16:29
18:30
20:02
21:47
08:10
10:44
15:40
19:03
20:45
09:09
11:40
16:38
20:02
21:47
L'AQUILA - PESCARA A/R
Treni
L'AQUILA - PESCARA Feriale
L'AQUILA - PESCARA Festivo
Partenza AQ.
Arrivo / Cambio Sulmona
Arrivo PE.
Partenza AQ.
Arrivo / Cambio Sulmona
Arrivo PE.
06:23
09:30
12:44
13:50
14:30
16:49
17:55
18:55
07:35
10:28
13:43
14:52
15:30
17:52
18:55
20:03
08:55
11:39
15:12
16:28
17:02
19:36
20:18
21:22
09:30
13:53
17:30
10:28
14:48
18:28
11:39
17:00
19:36
PESCARA - L'AQUILA Feriale
PESCARA - L'AQUILA Festivo
Arrivo / Cambio Sulmona
Arrivo AQ.
Arrivo / Cambio Sulmona
Arrivo AQ.
Partenza PE.
Partenza PE.
07:53
08:45
10:04
11:40
14:06
15:13
16:29
18:30
21:47
07:00
09:36
14:10
16:00
19:15
07:59
10:35
15:17
17:10
20:31
09:09
11:40
16:38
20:02
21:47
06:25
07:10
08:18
10:35
12:46
13:55
15:17
17:10
19:47
05:12
06:18
06:53
09:36
11:35
12:40
14:10
16:00
18:42
INFORMAZIONI AUTOLINEE ABRUZZESI  0862 412808 
Servizio AUTOBUS ARPA
Avezzano - Roma
Roma - Avezzano
Avezzano - Roma
Roma - Avezzano
Servizio Feriale
7.00P
7.45*
14.45
16.00
18.00
19.15
Servizio Festivo
7.00P
7.45*



Servizio Feriale
5.50
7.00
9.45
14.40
19.40P
19.45*
Servizio Festivo
19.40P
19.45*



Gli orari contrassegnati con la lettera P vogliono indicare la provenienza della corsa da Pescara. Gli orari contrassegnati con l'asterisco (*) si riferiscono a corse effettuate durante il periodo estivo (dal lunedì alla domenica, dal 12 giugno all’11 settembre di ogni anno)
Partenze e arrivi da e verso Avezzano Piazzale Kennedy e da e verso Roma Stazione Tiburtina.
Servizio autobus ARPA
L'Aquila - Roma /Orario Feriale
L'Aquila - Roma /Orario Festivo
L'Aquila - Roma
Roma - L'Aquila
L'Aquila - Roma
Roma - L'Aquila
L'Aquila
7.55
8.25
9.10
9.50
10.40
11.40
12.40
14.05
15.00
15.55
16.25
16.55
17.55
18.55
19.25
20.25
21.10
22.10
23.10
0.15
L'Aquila
6.00
8.00
10.10
12.30
15.00
15.20
18.00
19.00
20.00
Roma
7.40
9.40
11.50
14.10
16.40
17.00
19.40
20.40
21.40
Roma
8.10
11.00
13.30
15.00
18.00
19.00
19.30
20.30
21.30
22.00
22.45
L'Aquila
9.50
12.40
15.10
16.40
19.40
20.40
21.10
22.10
23.10
23.40
0.15
L'Aquila
4.40
5.30
6.15
6.45
7.15
8.00
9.00
10.10
11.00
13.00
13.30
14.05
15.10
15.20
16.15
17.15
18.00
19.00
20.00
Roma
6.10
7.10
7.55
8.25
8.55
9.40
10.40
11.50
12.40
14.40
15.10
15.45
16.50
17.00
17.55
18.55
19.40
20.45
21.45
Roma
6.15
6.45
7.30
8.10
9.00
10.00
11.00
12.25
13.20
14.15
14.45
15.15
16.15
17.15
17.45
18.45
19.30
20.30
21.30
22.45
Partenze e arrivi da e verso L'Aquila Terminal Collemaggio e da e verso Roma Stazione Tiburtina.
Istituzioni
Trasporti
* http://www.regione.abruzzo.it/
* http://www.provincia.chieti.it/
* http://www.provincia.pescara.it/
* http://www.provincia.teramo.it/
* http://www.provincia.laquila.it/
* http://www.comune.chieti.it/
* http://www.comune.teramo.it/
* http://www.comune.pescara.it/
* http://www.comune.laquila.it/
* http://www.comunegiulianova.it/
* http://www.comune.avezzano.aq.it/
* http://www.concapeligna.it/comuni/sulmona
PRINCIPALI STAZIONI SCIISTICHE D’ABRUZZO
Aremogna-Monte Pratello
Pescocostanzo Pizzalto Rivisondoli
Roccaraso

Campo Imperatore-Campo Felice-
Ovindoli Monte Magnola

Passo Lanciano-Maielletta


Monte Rotondo-Passo Godi-
Scanno

Pescasseroli


Prati di Tivo

Marsia di Tagliacozzo


Prato Selva

Pizzo ferrato-Monte Secine-
Gamberale

Campo di Giove


Pacentro-Passo S.Leonardo
Piste da discesa: n. 8 piste nere, n. 17
piste rosse, n.25 piste azzurre.


Piste da discesa: n. 14 nere, n. 19 rosse,
n. 10 azzurre, n. 3 verdi.

Piste da discesa: n. 2 piste nere, n. 8 piste

rosse, n.15 piste azzurre, n. 2 piste verdi.

Piste da discesa: n. 5 piste rosse, n. 5

piste azzurre.

Piste da discesa: n. 3 nere, n. 6 rosse, n. 4

azzurre, n. 1 campo scuola.

Piste da discesa: 20 km di piste.

Piste da discesa: n. 1 pista difficile, n. 1

pista media, n. 1 pista facile

Piste da discesa: 20 km di piste

Piste da discesa: n. 2 piste rosse, n. 2

piste azzurre.

Piste da discesa: diversi gradi di
difficoltà.

Piste da discesa: piste di media difficoltà.

Info: Consorzio Skipass Alto Sangro.
0864/602148


Info:Consorzio Le 3 Nevi. 0863/705058


Info: Consorzio della Majella. 087 1/77555


Info: A.A.S.T. 0864/74317


Info: Associazione Albergatori .
0863/912216

Info: Municipio. 0861/955230

Info: A.A.S.T. 0863/610318


Info: Associazione Albergatori. 0861/95154

Info: Hotel La Fonte. 0872/946188


Info: Municipio. 0864/40116


Info: Hotel Celidonio. Tel. 0864/41138
Informazioni sul sito: tel.: 347 4885315, donatoxxx@yahoo.it - tutte le immagini del sito sono di proprietà dei leggittimi titolari -Libera Informazione in Libero Stato !!- Sito Aperto: vuoi inserire gratuitamente la TUA personale pagina internet ? Vedi come fare... Libera Informazione..